La domanda ‘è il tempo di?’ Forse più che alla mente va ‘lasciata’ alla semplicità della nostra natura profonda, quella che si arrende al presente, anche se sembrerà non avere una risposta immediata sul domani.
Un editoriale sul tempo offre l’occasione di riflettere su cosa sia questa opportunità data dalla esistenza di vivere nel qui e ora, come larghezza per misurare gli istanti della vita.
Immaginate un albero che sul finire dell’estate si impunti perché non vuole che le sue foglie si ingialliscano e cadano, perché non vuole trascorrere un intirizzito inverno nudo e aspettare la primavera per fiorire. La nostra mente a volte fa così, si impunta per trovare soluzioni che il presente non può accogliere, perdendosi proprio il momento in cui siamo.
Tempo al tempo
Il tempo come unità di misura che ci ancora al passato in ricordi ed esperienze, ci porta nel futuro in progetti e desideri. Se mescolato alle emozioni assume il sapore di malinconia, nostalgia, gioia e ansia, movimenti interiori che stringono o dilatano le lancette del nostro sentire. Il tempo come momento giusto di… fare, iniziare o smettere di fare, può divenire nella quotidianità un’esortazione all’azione o un’indicazione delle stagioni e degli eventi che viviamo. A volte può sembrare di non avere tempo, ci affanniamo dietro a questa unità di misura, la interpretiamo come investimento o perdita. Immaginate la sensazione che riceviamo quado qualcuno ci dice: “C’è tempo…”.
Vi siete rilassati?
Presenti a noi stessi
Forse è il tempo di sentire.
Il tempo ci ricorda che siamo vivi e che possiamo essere. I bambini nell’apprendere il linguaggio imparano prima i verbi al tempo presente, poi a mano a mano che crescono aggiungono una linearità e distinguono meglio ieri dal mese scorso, domani dalle prossime due settimane, il lessico si articola con i verbi coniugati al passato e al futuro. A volte noi adulti facciamo scorrere gli istanti tra le nostre mani, senza comprendere che quel tempo, con noi stessi e con gli altri, è l’occasione più grande che ci viene data.
Lo scrittore e filosofo Luciano De Crescenzo affermava che la vita bisognerebbe allargarla, facendo così un salto nella fisica quantistica, potremmo vivere 2, 3, 100 vite contemporaneamente, o una sola, ma con tutto il tempo a nostra disposizione.
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