“Cogliere il subliminale”, quel disagio che sta dietro alla mancata adesione alla terapia da parte di un paziente. Anche questo è uno dei compiti fondamentali dei medici chiamati a occuparsi in particolare di pazienti cronici, come nel caso di chi è affetto da HIV.
A dare luce a un aspetto fortemente umano della alleanza tra medico e paziente è stata Antonella Castagna, primario di Malattie Infettive dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e ordinaria di Malattie Infettive all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
L’occasione per mettere al centro dell’attenzione l’aderenza alla cura è stato un incontro che, lo scorso 10 settembre, ha visto insieme primari e dirigenti dei dipartimenti di malattie infettive di ospedali milanesi e lombardi per la presentazione di ‘Aderenza HIV’: nuova sezione del sito web di Viiv Healthcare Italia, azienda focalizzata su prevenzione e trattamento dell’HIV, per fornire a clinici e persone con HIV uno spazio di approfondimento.
Nell’incontro sono stati riportati anche i dati di due recenti studi.
Il primo è un sondaggio quali-quantitativo, svolto su 50 medici e 101 pazienti sul percepito dell’aderenza tra medici infettivologi e persone con HIV italiane (1) che mostra come circa il 50% delle persone intervistate riferisce di dimenticare occasionalmente la terapia, sebbene nella maggior parte dei casi meno di una volta al mese. Dal lato dei clinici emerge invece una significativa eterogeneità nella definizione operativa di “non aderenza”: per alcuni il problema si configura solo quando il paziente dimentica frequentemente le dosi previste, mentre altri considerano già rilevanti dimenticanze occasionali o assunzioni mancate sporadicamente.
Ascoltare i bisogni dei pazienti
“L’indagine ci mostra con chiarezza che l’aderenza non è solo un tema di ‘pillole prese o dimenticate’, ma il risultato di un percorso di cura che coinvolge il sistema sanitario, le persone con HIV e le loro reti di supporto – ha dichiarato Stefano Rusconi, primario di Malattie Infettive dell’Ospedale Civile Legnano e associato di Malattie Infettive all’Università degli Studi di Milano,co-autore della pubblicazione -. Se quasi una persona su due riferisce dimenticanze, anche occasionali, significa che dobbiamo lavorare di più sulla continuità di relazione, sull’ascolto dei bisogni e su modelli organizzativi che facilitino la retention in care”.
Ulteriori dati italiani provengono dallo studio Positive Perspectives 3 di ViiV Healthcare che ha analizzato direttamente la situazione dell’aderenza terapeutica in un campione di persone con HIV residenti in Italia (2). Tra le 152 persone con HIV in terapia antiretrovirale residenti in Italia, a fronte di alti tassi di soppressione virologica, quasi la metà ha riportato un’aderenza subottimale, associata in modo significativo al sesso femminile assegnato alla nascita e a un avvio tardivo del trattamento.
Vicini alla quotidianità delle persone
Nonostante l’elevata fiducia nei professionisti sanitari, molti partecipanti riferiscono uno stato di salute percepito da discreto a scarso e individuano margini di miglioramento nella propria assistenza e nei regimi terapeutici, suggerendo la presenza di bisogni insoddisfatti che possono influire sull’aderenza e sugli esiti a lungo termine.
“Nel nostro campione italiano abbiamo osservato che, pur in presenza di ottimi risultati virologici, quasi una persona su due vive un’aderenza subottimale e percepisce margini di miglioramento nella propria assistenza. Questo ci dice che non basta avere terapie efficaci: dobbiamo rendere il percorso di trattamento e cura più vicino ai bisogni reali delle persone, superando, laddove necessario, i limiti della quotidianità”, ha osservato Davide Moschese, del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Ospedale Luigi Sacco – Università degli Studi di Milano, co-autore dello studio Positive Perspectives 3.

Terapia e innovazione: senza aderenza si indebolisce l’impatto
Antonella Castagna ha sottolineato il ruolo delle nuove opzioni terapeutiche: “Con i farmaci antiretrovirali a lento rilascio iniettabili abbiamo ora tutti gli elementi, unendo i vari tasselli, per ridurre in modo significativo la circolazione del virus: la partita si gioca nel coinvolgimento attivo delle persone vulnerabili, cioè di chi, per diverse ragioni, non trova una risposta completa nella terapia orale, non riesce ad inibire stabilmente la replicazione dl virus o rischia di effettuare la prevenzione dell’infezione in modo irregolare”.
“L’aderenza è il punto in cui la qualità della ricerca incontra i risultati del mondo reale – ha aggiunto Fabio Vecchio, Market Access, Government Affairs and Communications Director di ViiV Healthcare Italia- . Nelle patologie croniche, e nell’HIV in modo emblematico, anche terapie molto efficaci possono perdere parte del loro valore se non vengono seguite con continuità”. Vecchio ha invitato infine a considerare l’aderenza una vera e propria variabile strategica della sostenibilità sanitaria: “Senza aderenza si riduce l’efficacia, si disperde valore e si indebolisce l’impatto dell’innovazione”.
Il valore della relazione medico-paziente, la responsabilità delle direzioni sanitarie
Fondamentale per i presenti all’incontro è lo sforzo di adattare la terapia alla vita quotidiana del paziente.
“La terapia non è fatta a cuor leggero – sottolinea Davide Moschese -, se non segui significa che c’è un bisogno nascosto ed è nostro dovere capire e intervenire”.
“Un tema anche di responsabilità delle direzioni sanitarie – per Stefano Rusconi -, che devono mettere i medici in grado di essere tali e non solo prescrittori”.
Con l’obiettivo di dare forza al valore della relazione medico paziente nel tempo, una relazione capace di sviluppare fiducia: chi è più aderente è infatti spesso da anni coinvolto nella terapia ed è seguito dallo stesso team di medici.
1 – Caruso E, Cattelan A, Esposito V, Rusconi S, Russo D. Retention in treatment e retention in care in HIV: analisi del contesto italiano e prospettiva multi-stakeholder. Medical Update 15 giugno 2026. Pag. 13, 8, 23.
2 – Moschese D, Cossu MV, Cascio M, Gotti D, Capoferro E, Bendall T, Hwang T, Okoli C, Appiah A, Nwokolo N, Patel R. Suboptimal Adherence and Health Concerns in People With HIV Taking Antiretroviral Treatment in Italy: Results From the Positive Perspectives 3 Study. 18th Italian Conference on AIDS and Antiviral Research; May 20-22, 2026; Catania, Italy. P84
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Oltre 30 anni di esperienza nel mondo del giornalismo e della comunicazione aziendale; da 10 anni è consulente alla comunicazione positiva. Si occupa dello sviluppo della persona attraverso strumenti a mediazione artistica espressiva, come professional counselor a mediazione corporea e teatrale



