Qui trovi un percorso di ascolto in cinque movimenti (17 minuti) pensato dal dottor Nicola Frisia, medico oncologo, chemioterapista, omotossicologo, pratica la medicina antroposofica di Rudolf Steiner ed è un grande appassionato di musica.
(Leggi qui la nostra intervista a Nicola Frisia).
A seguire l’introduzione all’ascolto e alla fine del testo trovi il link da cui ascoltare la playlist.
Buon ascolto e buon equilibrio.
Brani:
1. Arvo Pärt
2. Johann Sebastian Bach – Ciaccona da cantata sacra
3. Georg Friedrich Händel – Aria per soprano
4. Joseph Canteloube – Chants d’Auvergne
5. Padre Nostro della tradizione ortodossa (Nikolai Kedrov)
Questa breve sequenza musicale non è pensata come semplice ascolto, ma come un piccolo percorso interiore.
Dura circa diciassette minuti e può essere allegata alla lettura di un testo o vissuta come esperienza autonoma.
Preparazione
Prima di iniziare, si suggerisce un minuto di silenzio.
Non è un dettaglio tecnico, ma un passaggio essenziale: il silenzio crea uno spazio interiore, permette all’organizzazione dell’Io di raccogliersi e prepara il corpo ritmico (respiro e battito) a entrare in relazione con la musica. Senza questo momento, l’ascolto resta superficiale; con esso diventa esperienza.
- Arvo Pärt – La soglia
Il primo brano è costituito da un ritmo irregolare, fatto di pause, frammenti e sospensioni. È una musica che non guida, non trascina, non impone un’emozione definita. È quasi neutra.
In questo senso funziona come uno specchio dell’astrale: ciò che emerge non è tanto nella musica quanto nell’ascoltatore. Sensazioni, pensieri, emozioni trovano uno spazio in cui riflettersi.
È un momento di apertura e di allineamento tra corpo e ascolto. Non va interpretato: va attraversato.
- Bach – Il ritmo che ordina
Con Bach entriamo nel cuore del corpo ritmico.
La ciaccona si fonda su un basso continuo stabile, regolare, quasi fisiologico. È possibile percepire nel suo movimento il battito cardiaco, il ritmo del respiro, il fluire ordinato della vita.
Qui l’esercizio è semplice: seguire il ritmo con la mente, lasciandosi trasportare dalle variazioni di voci e strumenti che cambiano, mentre la struttura profonda resta immutata.
È un’esperienza di riordino delle forze vitali. Anche nella tonalità minore, la musica eleva senza agitare. Non eccita: struttura. Non travolge: sostiene.
- Händel – L’elevazione luminosa
Nel terzo brano il basso richiama ancora il ritmo cardiaco, ma l’attenzione si sposta progressivamente verso la linea melodica del soprano.
Qui si entra in una dimensione più verticale. La voce, pura e ordinata, solleva l’ascolto verso una luce diffusa, non abbagliante ma accogliente.
L’indicazione è di concentrarsi sulla linea melodica, lasciando che la voce conduca gradualmente a uno stato di maggiore leggerezza e ampiezza interiore.
Se Bach lavora sul fondamento ritmico dell’essere umano, Händel apre uno spazio di elevazione armonica. È un passaggio verso una dimensione più chiara e raccolta.
- Canteloube – L’astrale rasserenato
Le antiche canzoni dell’Auvergne ci riportano in un territorio arcaico e melodico.
Qui il ritmo diventa secondario; ciò che conta è la linea cantabile, semplice ma intensamente espressiva.
Siamo in un ambito emozionale, ma non tumultuoso. Le forze dell’anima si fanno più equilibrate, più calde, più umane. È una fase di armonizzazione dell’astrale: non specchio, come all’inizio, ma contenimento rassicurante.
- Padre Nostro ortodosso – Il ritorno interiorizzato
Il percorso si conclude con il Padre Nostro della tradizione ortodossa.
Non è un finale espansivo: è un ritorno. Dopo il passaggio attraverso specchio, ritmo, elevazione e rasserenamento, questa musica riporta l’ascolto dentro di sé, ma in una condizione più stabile e raccolta.
La semplicità della linea melodica, armonizzata con profondità, crea un clima di interiorizzazione silenziosa. Non spinge verso l’esterno, non drammatizza: custodisce.
Struttura del percorso
In modo non dichiarato ma percepibile, la sequenza attraversa diversi livelli dell’esperienza umana:
• Silenzio – raccolta dell’Io
• Specchio astrale
• Riordino ritmico-vitale
• Elevazione luminosa
• Armonizzazione emotiva
• Interiorizzazione consapevole
È un movimento che conduce dall’osservazione di sé alla stabilizzazione interiore.
Questa non è una terapia in senso tecnico, ma un esperimento di ascolto consapevole.
Se vissuto con attenzione, può diventare un piccolo esercizio di equilibrio tra corpo, anima e coscienza.
Un viaggio breve, ma completo.
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