Silvia Nencioni

Salute, il paziente protagonista consapevole

Ci ha raccontato di un comparto “dalle enormi potenzialità, rappresentato in Italia da circa 30 aziende che offrono lavoro a 2000 persone” e di una “crescita di consapevolezza da parte dei pazienti, sempre più desiderosi di partecipare attivamente alle decisioni che riguardano la loro salute e sempre più attenti alla scelta di prodotti naturali”. Ci ha descritto la visione alla base dell’omeopatia e si è al contempo soffermata sull’ascolto attivo, necessario a creare una “relazione forte, basata sulla fiducia” fra medico e paziente. 

Ad accoglierci con un sorriso e ad aprirci le porte dell’azienda, in cui sono disseminate opere di vari artisti che contribuiscono a rendere il luogo di lavoro un bello spazio da vivere, Silvia Nencioni, Amministratrice Delegata Boiron Italia e Presidente Omeoimprese.

Boiron conta 90 anni di esperienza, come è cambiato nell’ultimo periodo il concetto di salute e benessere? A che punto siamo? 

Boiron è stata fondata nel 1932 dai fratelli gemelli Jean e Henri Boiron, entrambi farmacisti, che iniziarono a produrre medicinali omeopatici per soddisfare l’esigenza dei medici di prodotti di qualità per i loro pazienti. Da più di 90 anni la filosofia dell’azienda si basa sul rispetto del paziente e della natura, con l’obiettivo di sviluppare prodotti di salute che consentano di curare senza nuocere, contribuendo così a una medicina più umana, rispettosa e sostenibile. 

Forse vale la pena fare una premessa sul significato di omeopatia; il nome deriva dal greco «omoios» (simile) e «pathos» (malattia), e descrive un sistema di cura, ideato tra fine Settecento e inizio Ottocento dal medico tedesco Samuel Hahnemann, fondato sul principio che “il simile cura il simile”. Secondo l’omeopatia, infatti, una sostanza che produce una serie di sintomi in un soggetto sano, se debitamente diluita e dinamizzata, è in grado di trattare quella stessa sintomatologia manifestata in un soggetto malato. I medicinali omeopatici sono ottenuti utilizzando sostanze diluite e “dinamizzate” di origine minerale, chimica, vegetale, animale e biologica attraverso metodi di produzione specifici, definiti nelle farmacopee ufficiali. 

La cura, una scelta consapevole

In questi ultimi anni abbiamo assistito a una crescita di consapevolezza da parte dei pazienti, sempre più desiderosi di partecipare attivamente alle decisioni che riguardano la loro salute e sempre più attenti alla scelta di prodotti naturali. I risultati di una recente indagine condotta da Toluna Harris Interactive mostrano come, nel mondo, il 48% delle persone abbia utilizzato l’omeopatia nell’ultimo anno, regolarmente o occasionalmente, dichiarandosi soddisfatta nell’80% dei casi.

Dall’indagine emerge anche che tra i punti di forza riconosciuti ai medicinali omeopatici i principali siano la naturalità e l’assenza di effetti collaterali, seguiti dalla sicurezza, il maggiore rispetto per la propria salute e l’efficacia. Sono infatti proprio l’elevato profilo di sicurezza e la naturalità dei medicinali omeopatici a renderli adatti anche ai pazienti più fragili, come le donne in gravidanza, i bambini anche molto piccoli e gli anziani politrattati.

Credo che finalmente negli ultimi anni si stia cominciando a comprendere la necessità di spostare l’attenzione dalla malattia al malato

non vi è una persona uguale all’altra, non vi è un paziente uguale all’altro e questo per l’omeopatia è molto chiaro. La definizione di salute non è più solo assenza di malattia, ma uno stato complessivo di benessere fisico, mentale e sociale, e la medicina sta evolvendo da medicina dei protocolli verso un approccio più incentrato sull’individuo, più personalizzato.

Medicina delle 4 P: personalizzata partecipativa preventiva predittiva.

Il concetto di medicina delle 4 P è rappresentato appieno dall’omeopatia; innanzitutto, si basa su una stretta relazione medico-paziente, attraverso osservazione, ascolto attivo e conoscenza, per rispondere attraverso un percorso terapeutico personalizzato, così da aumentare l’efficacia della cura e anticipare l’evoluzione della patologia nel tempo. In questo senso è personalizzata, preventiva e predittiva. Ed è anche partecipativa, perché i pazienti che si curano con l’omeopatia desiderano essere ascoltati e presi in carico nel loro insieme, con le loro caratteristiche e la loro storia personale, esprimendo così la volontà di partecipare attivamente alla scelta della terapia. 

Boiron persegue la scelta di curarsi in piena libertà. Che cosa significa?  

Scegliere l’omeopatia significa decidere di affidarsi a una terapia rispettosa della persona.
Da sempre sosteniamo l’importanza della consapevolezza della cura e la necessità di restituire al paziente il ruolo di protagonista della sua salute, accogliendo e accettando i suoi valori e le sue scelte. Ed è proprio questo l’importante messaggio che vogliamo trasferire, ossia che ciascuno di noi può scegliere di curarsi in piena libertà.

Sul sito Boiron si legge che curare la salute significa “andare fino in fondo alle idee e farlo sapere”. Come comparto, quanto è importante rispettare la propria identità e farlo sapere? 

Da giugno dello scorso anno sono Presidente di Omeoimprese, l’associazione che rappresenta le aziende che producono e distribuiscono medicinali omeopatici in Italia; dopo qualche mese alla guida dell’associazione, mi sento di dire che alcuni valori della mia azienda sono condivisi dai colleghi di tutto il comparto. In particolare, abbiamo a cuore la tutela della libertà di scelta terapeutica, oltre al bisogno di divulgare una cultura dell’omeopatia libera da falsi miti e fake news, che spesso “inquinano” le nostre decisioni in ambito di salute. 

Come comparto, lavoreremo assieme a tutti i protagonisti del nostro settore, medici, farmacisti e pazienti per rafforzare la credibilità dell’omeopatia e riportare il settore a una crescita. Raccontarla e comunicarla correttamente è fondamentale, sia nel rapporto medico-farmacista-paziente, sia nei confronti delle istituzioni e degli organi di informazione, troppo spesso condizionati da pregiudizi che trovano il loro unico fondamento nella mancata conoscenza delle medicine non convenzionali. 

Come si fa a valorizzare il proprio approccio scientifico differenziandosi da una scienza che troppo spesso ha una visione analitica e ‘parziale’ e non personalizzata? 

L’omeopatia è un atto medico (come riconosciuto dalla Fnomceo, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri). Come accennavo precedentemente, l’omeopatia ha un approccio alla cura prevalentemente personalizzato; mentre il farmaco tradizionale tratta la malattia, l’omeopatico lavora sulla persona, con le sue peculiari caratteristiche. L’omeopatia cura il malato, non la malattia. 

Questo però non significa che non si tratti di un approccio scientifico. Anche in ambito omeopatico, infatti, si pongono domande, si formulano ipotesi che vengono verificate con la sperimentazione e se necessario rimesse in discussione, mantenendo sempre uno spirito critico. 

La ricerca in omeopatia è un campo relativamente nuovo, ma parlando di evidenze scientifiche, possiamo affermare che esistono oggi centinaia di pubblicazioni, tra metanalisi, studi osservazionali e preclinici, disponibili su banche dati biomedicali quali PubMed, ad esempio.

La spinta che può far crescere l’omeopatia da chi può venire più forte: medici, pazienti, istituzioni? Chi oggi ha margini più forti per far crescere questa consapevolezza? 

Perché i medicinali omeopatici siano pienamente valorizzati, occorre il supporto di tutti i protagonisti del settore: medici, farmacisti, pazienti e anche le istituzioni. 

Ripensare al rapporto con i professionisti della salute è il primo passo importante per la crescita dell’omeopatia, a cominciare dai medici, che rivestono un ruolo fondamentale nella prescrizione del medicinale omeopatico, assieme ai farmacisti, oggi più che mai riconosciuti dal cittadino come il primo e importante presidio assistenziale. È nostro dovere, come comparto, investire sulla formazione in omeopatia da parte dei professionisti della salute, a partire dai percorsi universitari, attualmente ancora manchevoli per quanto riguarda la conoscenza di questa tipologia di medicinali. 

Infine, non dimentichiamo il grande impegno di realtà associative come Omeoimprese nel favorire lo sviluppo del nostro settore, attraverso la regolamentazione normativa e stimolando la conoscenza dell’omeopatia tra i principali stakeholder istituzionali e la comunità medico-scientifica.

Dopo una pandemia che ha allontanato e tagli alla sanità che hanno impedito un rapporto lungo e diretto medico paziente, sembra ritornata la richiesta di empatia e di ascolto. 

L’omeopatia si basa sull’ascolto del paziente da parte del medico: l’anamnesi iniziale è uno step fondamentale per raccogliere informazioni sullo stato di salute della persona e sul suo background, allargando anche alla sfera psichica e a tutto ciò che può influenzare il benessere generale. Conoscenza che è possibile solo attraverso l’instaurarsi di una relazione forte, la capacità di porre le giuste domande, per arrivare a individuare e proporre il medicinale omeopatico più adatto alla persona.

Costruire una relazione continuativa, basata sulla fiducia, è un aspetto essenziale perché la terapia omeopatica possa avere successo.

Quanto può essere utile restituire ai medici, anche con la formazione, strumenti interiori per affrontare con maggiore serenità il proprio ruolo e fare scelte differenti per la cura del paziente?

La formazione dei professionisti della salute è un tema che mi sta molto a cuore, perché credo che ci sia ancora uno spazio di intervento importante e il mio impegno come Presidente di Omeoimprese sarà rivolto anche alla costruzione di un dialogo con le Università, per favorire l’organizzazione di corsi sull’omeopatia, coinvolgendo voci esperte. In Italia, la formazione accademica richiederebbe un intervento di riforma strutturale, per includere lo studio dell’omeopatia nei corsi di laurea in medicina e farmacia, così da permettere ai futuri professionisti della salute di scegliere in libertà e sicurezza la terapia farmacologica più indicata allo stato di salute del paziente.

Come comparto e nella sua nuova presidenza quali sono i prossimi obiettivi che si propone?

Nel mio ruolo manageriale in Boiron mi impegno da anni per sensibilizzare istituzioni, medici, farmacisti e pazienti sui benefici dell’omeopatia per la salute pubblica, un compito che sento ancora più forte oggi, nel ruolo di Presidente di Omeoimprese. 

Il nostro è un comparto dalle enormi potenzialità, rappresentato in Italia da circa 30 aziende che offrono lavoro a 2000 persone, incluso l’indotto, che intendiamo coinvolgere sempre di più per sostenere gli interessi chiave di questo settore. Dal mio insediamento, abbiamo già raggiunto un primo importante risultato che ci riempie di soddisfazione. È infatti da poco entrato in vigore il Decreto Tariffe, un provvedimento che va incontro alle esigenze di un tessuto imprenditoriale che, in Italia, è composto prevalentemente da piccole e medie imprese e accoglie alcune importanti richieste del settore, come la riduzione del 70% degli importi delle tariffe relativi alle variazioni e ai rinnovi delle autorizzazioni all’immissione in commercio di una buona parte dei medicinali omeopatici. I decisori pubblici hanno tenuto conto della peculiarità del settore; si tratta, infatti, di un ambito che, seppur rappresenti lo 0,6% del mercato farmaceutico in Italia, è caratterizzato da un numero estremamente elevato di referenze.

Un impegno a supporto della legittimazione del medicinale omeopatico

Ma il nostro impegno non si ferma qui; abbiamo intenzione di mettere in campo campagne mirate di legittimazione del medicinale omeopatico, di modificare il quadro regolatorio dei medicinali omeopatici per poterli comunicare maggiormente al pubblico, e di supportare a 360 gradi i professionisti della salute, a cominciare dall’accrescimento delle loro competenze, contribuendo così a un maggiore sviluppo dell’omeopatia in Italia.

Con Omeoart, associazione culturale Boiron, stimolate un dialogo tra arte e omeopatia. Quanto la bellezza fa parte della cura? 

Vorrei citare un pensiero di Christian Boiron: “L’arte ci permette di acquisire una nuova dimensione delle cose, della vita, senza per questo obbligarci ad abbandonare la nostra razionalità. Allo stesso modo, l’omeopatia permette al medico e al malato di acquisire una nuova dimensione dei problemi inerenti alla salute, senza nulla togliere al valore della medicina moderna, delle nuove tecniche chirurgiche e dei nuovi medicinali”.

Ecco, allora, che l’arte, la bellezza, la creatività ci permettono di elevare il nostro stato interiore e raggiungere uno stato di maggior benessere fisico, mentale e sociale.

Attraverso Omeoart, associazione culturale Boiron, promuoviamo iniziative artistiche principalmente nei “luoghi di salute”, per diffondere il vero significato di “stare bene”, connubio perfetto fra salute e felicità.

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Giornalista, consulente alla comunicazione positiva e allo sviluppo individuale e dei gruppi attraverso strumenti a mediazione espressiva. 20 anni di esperienza in comunicazione aziendale.

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