Viaggio culinario al buio, con Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano e Pellegrini

Dall’esperienza del buio è possibile assumere altri punti di vista. Una connessione profonda con il proprio sentire può venire alla luce nell’oscurità. Da queste premesse nasce l’alleanza tra Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano e Pellegrini, azienda di catering e welfare aziendale. Per incontrare la diversità e abbracciare l’inclusione prende il via la partnership che punta a offrire una occasione di sperimentazione non solo culinaria. Unendo la qualità dei servizi di ristorazione del Gruppo Pellegrini con le iniziative della Fondazione, ci si può immergere, infatti, in un viaggio sensoriale alla scoperta di sé e dell’altro. 

Dalla prossima settimana ogni giovedì dalle 18,30 alle 21 presso l’Istituto dei Ciechi di Milano sarà possibile prenotare aperitivi e cene al buio, introdotti da un breve percorso all’interno di Dialogo nel buio, nella totale oscurità che richiama i sentieri di un parco: piante, acqua, uccellini e elementi della natura solleticano il senso dell’udito, dell’olfatto e del tatto, mentre ci si muove in un luogo che la vista non può cogliere fidandosi e affidandosi a esperte guide non vedenti. Si arriva poi in un’area ristorazione per affrancare anche il gusto e vivere un’esperienza culinaria con ricette dell’Accademia Pellegrini: alla scoperta dei sapori attraverso una nuova prospettiva sensoriale.

La conferenza stampa di lancio dell’iniziativa si è svolta in questo contesto, al buio, dove hanno risuonato le parole di Rodolfo Masto, Presidente dell’Istituto dei Ciechi, e di Tea Della Pergola, direttore marketing del Gruppo Pellegrini. Un’occasione per comprendere meglio le sfide quotidiane delle persone non vedenti: dove è la forchetta? Attenzione al bicchiere. Che cosa sto mangiando? sono solo alcune delle domande che ci si pone durante un pasto al buio.

“Dialogo nel Buio ha raccolto quattro milioni di visitatori”, ha affermato  Rodolfo Masto, presidente dell’Istituto, che si pone l’obiettivo di rendere il servizio di ristorazione un appuntamento quotidiano: “Abbiamo già due cene a settimana che vorrei diventassero presto cinque”. Ci sono sfide da superare, ad esempio, garantire un ritorno a casa negli orari dei mezzi pubblici funzionanti a chi lavorerà nel ristorante, per offrire lavoro – obiettivo proposto – a una cinquantina di donne e uomini non vedenti. “Il desiderio – aggiunge – sarebbe quello di arrivare ad avere anche i pranzi al buio. Del resto per noi notte o giorno non cambia”. 

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