“Un pubblicitario che fa parlare il proprio ego parla al passato, anzi parla del passato… Il problema è che l’ego, quando lo scegli come sostituto di te, trae unicamente la linfa dal gesto eroico ormai sepolto. Il contrario esatto per una professione che, invece, è tutta protesa al futuro”.
La voce è quella di Sergio Rodriguez nel suo libro ‘Vedrai che si brucia subito‘: pensieri nati da un diario pluritrentennale trasformato in un manuale di sopravvivenza (e crescita) per ogni attuale e futuro direttore creativo, ruolo che Rodriguez ha ricoperto nei principali gruppi globali.
Un ruolo che, come spiega nella prefazione un altro creativo di eccellenza, Andrea Stillacci, porta con sé tra i molti, una caratteristica speciale, la vulnerabilità. Che non è insicurezza, che “con il tempo e con l’esperienza si affievolisce…”, è invece qualcosa con cui “ogni creativo deve e dovrà vivere”.

Sorridenti sul trono infuocato
Ecco allora le dritte di Sergio Rodriguez: “Non pretendo di insegnarti niente, ben inteso, ma posso contribuire a darti una impostazione migliore – spiega – perché l’ho fatto per anni e con una lusinghiera percentuale di successo. Lo deduco dal numero di miei ex creativi che oggi siedono, senza essersi “bruciati subito”, ai vertici di agenzie importanti.

Per riuscirci, ti sciorinerò azioni e reazioni nel loro nudo avvenire, così riuscirai a inquadrarle al loro insorgere come problemi o come opportunità”.
Un compito che Rodriguez porta a compimento con la ricchezza dello spessore creato dal passato e lo sguardo consapevole del presente, chiave della porta del futuro. Con ironia e realismo, lucidità e umanità, questo libro, recita la quarta di copertina “ti spiega come rimanere sorridente sul trono infuocato, quando tutti ti danno per bruciato in partenza”.


