buco nella strada e scritta Beware
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Il paracadute / Il dovere di cambiare rotta

È sempre dolente ai molti sentir parlare di “dovere”, quando si fraintende la libertà personale con un’immagine narcisistica ed egoica della propria esistenza, quando non si è maturato in sé il sentire libertà, che sempre si relaziona con il bene comune e la visione d’insieme.

Molti, in questo tempo di emergenze continue e di continui aggiustamenti che vanno dai problemi sanitari a quelli economici, sociali ed ecologici, faticano a vedere la radice vera dei problemi e a pensare a soluzioni di lungo respiro.

Gramsci scriveva in quel tempo passato, che pare archiviato, “il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati.”

Uno di questi fenomeni è il ritorno dell’autoritarismo politico e la sostituzione della democrazia come politica volta al bene comune e allo sviluppo con l’egemonia del capitale sulle priorità umane di sopravvivenza della specie e di evoluzione possibile.  La confusione imperante nella coscienza dei politici attuali è spesso il fraintendere i valori democratici con l’indottrinamento pervasivo ai valori capitalistici.

Interesse privato vs bene pubblico

Se guardiamo alla nazione che si autodefinisce la più potente del mondo, gli Stati Uniti, osserviamo e numerosi studi e analisi di scienze politiche lo confermano in modo esaustivo che, il partito Repubblicano è stato “depurato” da ogni influenza di democrazia liberale per assoggettarsi completamente al potere privato, i lobbisti scrivono “legalmente” leggi che plasmano le politiche pubbliche in relazione a interessi privati invece che volti al bene pubblico.

Ovviamente un qualsiasi amministratore delegato ha più guadagno nell’investire su un lobbista invece che mettere risorse sul terreno per migliorare la qualità dei prodotto e della vita delle persone. Un esempio è la Apple chiamata confidenzialmente “la regina del riacquisto” che con il suo nuovo amministratore delegato Tim Cook arricchisce gli azionisti e investe il minimo indispensabile in innovazione.

Oggi negli Stati Uniti le grosse aziende investono su se stesse ricomperando le proprie azioni e gonfiando sempre più i guadagni, in un processo velenoso che genera ricchezze enormi per pochi e limita gli investimenti pubblici, questo è il frutto velenoso della deregolamentazione e del neo-liberismo amato da Trump. 

Il capitalismo regolamentato ha subito il tracollo decisivo con Reagan e la Thatcher con la conseguenza di aumentare drasticamente il potere privato e la ricchezza di segmenti minori della popolazione a discapito di una grande fetta di individui spinti verso la stagnazione economica, alla perdita di aderenza culturale e intelligenza politica intrisa di sonnolenta e falsa opulenza consumistica.

Visioni lucide

Noam Chomsky si pone questa domanda: “I più potenti leader autoritari contemporanei – Vladimir Putin in Russia, Viktor Orban in Ungheria, Recep Tayyip Erdogan in Turchia, Bibi Netanyau in Israele e Donald Trump negli Stati Uniti, giusto per nominarne qualcuno – godono di grandissima popolarità presso le masse ed è un dato di fatto che siano arrivati al potere democraticamente. Che cosa succede? C’è qualcosa che non va nella democrazia moderna?

Dobbiamo comprendere che le forze di cui dispone l’umanità per difendersi da malattie, guerre, carestie e molto altro sono generate dalle forze economiche che si riesce a coinvolgere in questo, cioè, nella condizione attuale di neoliberismo da chi ne trae guadagno. È dunque necessario essere lucidi e chiari di visione per comprendere da dove davvero sorge il male senza farsi distrarre da strumentalizzazioni di personaggi che riescono attraverso un mimetismo intelligente a farsi votare da persone che soffrono dalle loro politiche e che ottenebrati non vedono il pericolo di quelle stesse politiche che portano alla catastrofe irreversibile il nostro pianeta.

Questo breve ragionamento ci porta ad un’altra riflessione: di cosa abbiamo bisogno in questo pericoloso momento storico?

La risposta si chiama… coscienza

La risposta è vecchia come la nostra specie, c’è bisogno di uomini e donne che prendano coscienza delle dinamiche sociali e politiche, di ciò che sono le priorità e delle risorse per attuarle. Uomini e donne che possano generare politici che fanno gli interessi di tutti e che investano in risorse ed innovazione umana, c’è bisogno di liberare la scienza dal controllo massivo del capitale riportandola sotto il controllo di governi illuminati. Donne e uomini che formano eccellenze di intellettuali votati al libero pensiero e al bene comune, liberi da asservimenti.

Meno fanatismo e più intelligenza basata su fatti e ragionamenti, comprensione dello stato di sonno ipnotico in cui cadiamo facilmente perdendo il contatto con la realtà oggettiva, meno lamentazione e scarica barile più responsabilità, perché è adesso il tempo in cui cambiare rotta e non abbiamo spazio per sofismi serve andare sempre e costantemente alla radice.

di Sauro Tronconi

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Sauro Tronconi, filosofo, antropologo e ricercatore, conduce da più di 30 anni corsi e seminari

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