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Bambini e pandemia: ‘Il libro come cura’ delle ferite emotive

Mettere al centro il bambino e le sue emozioni. È il senso del progetto “Il libro come cura” ideato dalla Fondazione De Agostini e lanciato a Milano in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ogni anno il 20 novembre.
Promosso in collaborazione con l’Assessorato all’Educazione e Istruzione del Comune di Milano, nei 104 nidi d’infanzia comunali della città, attraverso la lettura di albi illustrati da parte delle educatrici e degli educatori dei nidi d’infanzia del Comune, il progetto si propone di dare voce alle emozioni dei bambini con particolare attenzione ai temi che sono emersi dall’esperienza del COVID-19 (paura, solitudine, imprevisto, distacco…). Lo scopo è attivare un percorso di cura delle ferite emotive dei più piccoli.

Come spiega una nota, durante l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia, da marzo a giugno 2020, la chiusura dei nidi ha evidenziato manifestazioni di disagio psicologico nei bambini a causa della prolungata mancanza di attività educative e occasioni relazionali.
Da un’indagine promossa dall’Irccs Gaslini di Genova sull’impatto psicologico del COVID-19 nelle famiglie è emerso che nel 65% dei bambini di età inferiore ai 6 anni sono insorte problematiche comportamentali e sintomi di regressione, in particolare legate all’aumento dell’irritabilità, a disturbi del sonno e alla gestione dell’ansia.

L’indagine inoltre ha evidenziato che il 61% delle famiglie italiane con figli in età prescolare ha avvertito un senso di stress diffuso, dovuto anche a un sentimento di inadeguatezza nell’affrontare le fragilità manifestate dai figli.
In questo momento così particolare, continua la nota, è dunque importante sostenere gli operatori dei nidi nel lavoro quotidiano con i bambini, nel quale si confrontano con le loro complesse emozioni accogliendole e aiutando i bambini a elaborarle. In questo senso, il libro può essere di aiuto perché attraverso le immagini e le parole dà voce ai pensieri e alle emozioni dei bambini, diventando un vero e proprio strumento di cura.

L’iniziativa vedrà il coinvolgimento di circa 5.000 bambini, dei loro genitori e degli educatori dei nidi d’infanzia comunali di Milano. Da novembre 2020 a marzo 2021 la Fondazione De Agostini donerà ai 104 nidi coinvolti albi illustrati, che saranno a disposizione di bambini ed educatori.
Prima lettura, il libro Cane nero (di Levi Pinfold, Terre di Mezzo) proposto ai bambini un laboratorio dal titolo Io non ho paura della paura”.

Diritto all’ascolto

La carta dei diritti sancisce il diritto all’ascolto dei bambini e delle bambine: per questo, sottolinea la nota, Fondazione De Agostini e Comune di Milano pensano che sia importante in questo momento ascoltare che cosa li preoccupa, di cosa hanno paura e non farli sentire soli.
Il percorso di formazione sarà condotto da Claudia Maspero, psicoterapeuta dell’età evolutiva specializzata nella formazione dei professionisti dell’area materno-infantile: prevede quattro incontri a cadenza mensile con gli educatori, affinché attraverso la lettura degli albi illustrati selezionati possano affrontare nei servizi educativi i temi che il Coronavirus ha fatto emergere, e quattro webinar dedicati in modo specifico ai genitori e alle famiglie.  Per la selezione e la donazione dei libri che accompagneranno il percorso di formazione degli educatori e che saranno poi letti ai bambini, Fondazione De Agostini ha coinvolto alcune librerie indipendenti di Milano specializzate nei libri per ragazzi: Linea d’Ombra (via San Calocero 29), Isola Libri (via Antonio Pollaiuolo 5) e Aribac (via Porpora 61). 

“Le bambine e i bambini hanno, più di tutti, subito le conseguenze dell’emergeza sanitaria dovuta al diffondersi del Coronavirus: le scuole, i luoghi che loro frequentano come una seconda casa, sono stati i primi a chiudere, lasciandoli privi dei loro riferimenti e delle loro relazioni” dichiara Laura Galimberti, assessore all’Educazione e Istruzione del Comune di Milano. “Questo progetto mira a restituire l’attenzione che è stata loro sottratta nei mesi del lockdown e si inserisce nel composito insieme delle iniziative dedicate alla lettura che il Comune porta avanti e che prevede, tra le altre cose, l’azione di 185 reading ambassador che, in rete con biblioteche, librerie e consultori familiari, mettono in campo un’azione di sensibilizzazione sull’importante ruolo della lettura. Ringraziamo dunque Fondazione De Agostini che ci aiuterà a potenziare questa rete concentradosi su un focus specifico molto significativo per il periodo che stiamo vivendo, quello legato alle paure e alle emozioni che la pandemia porta con sé”.

“Il progetto ‘Il libro come cura’ nasce dal desiderio della Fondazione di supportare i bambini più piccoli, che più di altri risentono emotivamente del momento drammatico in cui ci troviamo”, afferma Marcella Drago, Segretario Generale della Fondazione De Agostini. “Partendo dal libro, vogliamo dare voce ai pensieri dei bambini, prenderci cura delle loro emozioni. E anche prenderci cura di chi ogni giorno cura i bambini, cioè le educatrici e gli educatori dei servizi. Ringrazio di cuore l’Assessore Laura Galimberti per aver accolto con entusiasmo il progetto e per aver supportato la Fondazione De Agostini nella realizzazione concreta dell’intervento sul territorio milanese.” 

Il progetto “Il libro come cura” è stato scelto anche dall’Assessorato all’Istruzione ed Educazione del Comune di Novara, dal 25 novembre, con la formazione delle educatrici dei dieci servizi educativi di età prescolare della città. L’iniziativa coinvolgerà circa 500 bambini, i loro genitori e 90 educatrici.

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