Quando l’arte offre una seconda occasione

Nel carcere di Opera, i barconi dei migranti diventano violini per restituire voce a chi non ce l’ha fatta. Il progetto promosso dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti si chiama Metamorfosi. Non è solo la trasformazione del legno in strumenti musicali che diventano oggetti di testimonianza. È la trasformazione dei detenuti che ritrovano la propria dignità con il lavoro nella liuteria della casa di reclusione milanese. ar

Il progetto nato in collaborazione con il Ministero degli Interni, l’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli e il carcere di Opera, creerà una rete di liuterie in tutta Italia. Le barche andranno nel carcere di Monza e di Genova e presto anche al Sud. Da questi laboratori nascerà l’“Orchestra del mare”.

Violini, viole e violoncelli. Più di dieci strumenti costruiti con il legno ancora pregno del dramma di chi scappa dalla guerra e dalla miseria messi a disposizione delle orchestre nazionali e straniere per diventare un segnale di speranza, per suonare la cultura della conoscenza, dell’accoglienza e dell’integrazione. È anche la metamorfosi del carcere che diventa luogo di cultura e di formazione per le scuole. All’interno dell’istituto di pena, gli studenti possono vedere e toccare con mano i barconi, maturare la consapevolezza sul dramma contemporaneo dell’immigrazione, ascoltare le storie direttamente da chi, su quelle barche, c’è stato ed è sopravvissuto.

L’intervista ad Arnoldo Mosca Mondadori, presidente Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, pronipote di Arnoldo Mondadori, fondatore dell’omonima casa editrice Arnoldo Mondadori Editore.

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