ABIO – Associazione per il Bambino in Ospedale ODV, impegnata dal 1978 nel garantire l’umanizzazione dell’ospedalizzazione pediatrica, nell’ambito dell’edizione 2025 del Festival dei Beni confiscati alle mafie nel Comune di Milano, ha inaugurato un nuovo spazio dedicato alla formazione nel quartiere Corvetto, in via Riva di Trento 1, ex attività commerciale confiscata alla mafia.
Come spiega un comunicato, questa assegnazione evidenza un’ulteriore sfaccettatura dell’impegno dei volontari ABIO nel prendersi cura del benessere dei nuclei familiari ricoverati in ospedale e nel prendersi cura delle loro necessità di tenere attive relazioni: prendersi cura dell’impatto sociale positivo, che la propria presenza attiva sul territorio potrà generare anche nel quartiere Corvetto.
Una storia che parla di futuro e partecipazione

“Il compito della nostra Associazione è quello di sdrammatizzare l’ospedalizzazione dei pazienti pediatrici e dei loro genitori – spiega Eugenio De Bernardi, presidente di ABIO Milano -. Lo fa grazie a circa 350 volontari, che non hanno soltanto il compito di far giocare i bambini, ma anche di dare sostegno ai nuclei familiari. Abbiamo aderito al bando per l’assegnazione di questo spazio per dare alla formazione dei volontari uno spazio tutto suo, un luogo d’incontro per nuovi volontari e per quelli in servizio”.
Uno spazio dove “fiducia nella formazione, fiducia nella crescita e nel rafforzamento delle competenze, condivisione di valori ed obiettivi restituiranno dignità e vita a questo spazio confiscato alle mafie. Qui la formazione dei volontari ABIO restituirà partecipazione, energie positive e futuro”.
Un esempio per i giovani
“ABIO si è contraddistinta da sempre per la formazione, che rappresenta il punto di forza dell’associazione – continua De Bernardi -: la nostra è una formazione quasi professionale, sia per i nuovi volontari sia per quelli attivi. Il recupero di questo bene ha un valore altissimo perché togliere un bene alla mafia e farlo rivivere può sempre essere d’esempio, soprattutto per la popolazione più giovane.”

I beni confiscati ogni anno a Milano sono 267, ha ricordato Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano, “presto arriveremo a 280: crescono ogni anno, a dimostrazione di quanto la presenza mafiosa sia diffusa nel nostro territorio. Spazi che “devono essere vivi – ha aggiunto – di qualità, curati, vissuti dalle persone”.
“Ogni spazio assegnato ad una realtà del Terzo Settore per noi ha una finalità sociale – conclude Pietro Basile, rappresentante di Libera Milano – finalità che, tra quelle di assegnazione dei beni confiscati, caldeggiamo di più. Questi spazi sono un presidio di legalità permanente, che non ha neanche bisogno di parlare tutti i giorni di antimafia. Basta che l’ente destinatario sia se stesso e fronteggi la necessità che proviene dal territorio: è in quel momento che si sta davvero sottraendo terreno alla criminalità organizzata, molto concretamente, senza neanche rendersene conto.”
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